Il primo lascito? Ci è arrivato da Marco, nel 1986
Nessuno sceglie di finire ai margini.
La fragilità non è quasi mai un evento improvviso, una tempesta che si abbatte dall’oggi al domani. Più spesso è un percorso silenzioso, fatto di piccoli passi impercettibili. Una difficoltà economica può iniziare da una spesa imprevista. La solitudine può crescere dopo una perdita. Un lavoro che finisce può rendere fragile ciò che sembrava stabile. Sono eventi grandi o piccoli che a volte si sommano e che possono cambiare una vita.
Ma la fragilità racchiude anche il desiderio profondo di lasciare una traccia, di non essere dimenticati e di restituire qualcosa a chi ci ha teso la mano. In vista del 13 settembre, Giornata Internazionale dei Lasciti Solidali, vogliamo raccontarvi come anche un piccolo gesto possa trasformarsi in un futuro di speranza per molti.
Il primo lascito solidale nella storia della Cena dell’Amicizia risale al 1986, ed è legato a una storia straordinaria.
Marco era stato uno dei primi ospiti della Cena del Martedì. Non aveva una famiglia e viveva una condizione di forte fragilità. C’era però un volontaria, Angiolina, di cui si fidava molto. Tanto da chiederle di custodire il suo libretto di risparmio: voleva evitare di sperperare i suoi soldi e, soprattutto, di diventare vittima di qualche truffa.
Quando Marco è morto, Angiolina ha scoperto che aveva lasciato uno scritto molto semplice: destinare i suoi risparmi, 7 milioni di lire, “ai poveri”, attraverso Cena dell’Amicizia.
Quel primo lascito ha avuto una conseguenza concreta: ci ha dato la spinta per aprire il nostro Centro di Accoglienza Maschile, la seconda attività nata dopo la Cena del Martedì.
Il gesto di Marco dimostra che ogni contributo, grande o piccolissimo, ha il potere di costruire qualcosa di duraturo per chi ha perso tutto. Fare un lascito solidale nel proprio testamento non significa affatto togliere qualcosa ai propri cari, ma estendere il valore e il senso della propria vita oltre il tempo. Significa garantire un futuro fatto di accoglienza, dignità, ascolto e ripartenza a tante persone sole.
Il 13 settembre è la Giornata internazionale dei lasciti solidali. È una giornata che ci invita a guardare un po’ più avanti e a chiederci se c’è qualcosa che vorremmo continuasse anche dopo di noi.
Un lascito a Cena dell’Amicizia può contribuire a mantenere nel tempo luoghi di accoglienza, relazioni e percorsi di reinserimento per uomini e donne che hanno attraversato periodi di grave emarginazione.
Per approfondire questo tema con la massima serenità e chiarezza, abbiamo realizzato una guida semplice e completa da leggere con calma.
Leggi la nostra sezione sui lasciti: prenditi qualche minuto per conoscerli e capire se questa forma di futuro può avere un significato anche per te.
