Musica al Centro Diurno

La musica è forse l’unico esempio di quello che avrebbe potuto essere- se non ci fosse stata l’invenzione del linguaggio, la formazione delle parole, l’analisi delle idee- la comunicazione delle anime”

Così lo scrittore francese Marcel Proust definisce la musica come alternativa al linguaggio parlato e scritto.

Ci sono quindi tante tipologie di linguaggio e per una piena educazione emotiva riteniamo sia utile utilizzarle tutte. Partendo da questo presupposto abbiamo attivato nel nostro Centro Diurno Ermanno Azzali i laboratori di fototerapia e arte terapia e, ora, il laboratorio di musica terapia.

Insieme alla tirocinante Caterina che ha, tra le sue molteplici capacità, quella di suonare l’arpa, l’educatrice del Centro Diurno ha sviluppato un piano di 6 incontri di musicoterapia. Sono state scelte 5 emozioni da indagare, una per incontro. Si parte dall’ascolto di un pezzo musicale suonato dal vivo per poi insieme individuare l’emozione che il pezzo voleva esprime e confrontarsi sulle emozioni provate da ogni partecipante. All’ultimo incontro invece saranno i partecipanti a portare un pezzo per loro importante e a presentarlo.

La musica è un linguaggio strettamente legato alla soggettività di tutti ed è un mezzo utilizzato in tante occasioni per comunicare pensieri, sensazioni ed emozioni, per svolgere attività in comune, per realizzare forme di socializzazione, per assolvere funzioni varie che spaziano dal puro divertimento alla trasmissione di messaggi, anche tra diverse culture, per diventare strumento di tolleranza e comprensione reciproca.

Per Cena dell’Amicizia questo laboratorio permetterà ai nostri Ospiti di esplorare la propria emotività, di scoprire la dimensione interiore e quindi di sviluppare e affinare la propria affettività.

Inoltre questa attività si svolge in gruppo e così si potenziano anche le capacità di interpretare le emozioni dell’altro, di porsi in relazione con il gruppo, di accettare il diverso.

Beethoven, celebre compositore e pianista tedesco, amava definire la musica come una rivelazione. La più alta, più di qualsiasi saggezza e di qualsiasi filosofia. Vale, anzi, tutte le filosofie del mondo.

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