I primi dati della rilevazione delle persone senza dimora
Il 26 gennaio 2026 in 14 grandi città italiane si è svolta una rilevazione delle persone senza dimora presenti in strada o in strutture di accoglienza. Settimana scorsa sono stati presentati i primi dati.
L’indagine, coordinata dall’Istat con il supporto della fio.PSD e delle amministrazioni locali, ha utilizzato il metodo “Point in Time”, che fotografa la situazione in una specifica notte.
Dimensione del fenomeno
Sono state rilevate complessivamente 10.037 persone senza dimora adulte. Di queste, il 55,4% (5.563) era ospitato in strutture di accoglienza notturna, mentre il 44,6% (4.474) viveva in strada o in sistemazioni di fortuna. Le città con i numeri più elevati sono Roma (2.621 persone), Milano (1.641), Torino (1.036) e Napoli (1.029).
Caratteristiche principali
Le donne sono una minoranza: circa il 21% nelle strutture e tra il 9% e il 12% tra chi vive in strada. La componente straniera è prevalente: circa due terzi nelle strutture e oltre il 70% tra chi vive in strada (nei casi in cui la nazionalità è stata identificata).
Dal punto di vista dell’età, la maggioranza è composta da adulti tra 31 e 60 anni (oltre il 60% nelle strutture e oltre il 70% in strada). I giovani (18–30 anni) sono una quota più contenuta, mentre gli over 60 sono più presenti nelle strutture rispetto alla strada.
Strutture di accoglienza
Sono state censite 217 strutture per un totale di 6.678 posti letto, numero inferiore al totale delle persone senza dimora. Il tasso medio di occupazione è elevato (83,3%), segno di una forte pressione sul sistema di accoglienza. Le strutture variano molto per dimensione e distribuzione territoriale. La maggior parte è istituzionale, ma esiste anche una componente informale (es. parrocchie). L’accesso è generalmente a bassa soglia, anche se alcune strutture richiedono documenti. Milano dispone di 25 strutture con una capienza media di 53,9 posti letto (NB: i nostri centri hanno capienze di 12 e 6 persone perchè noi non gestiamo l’emergenza notturna ma riportiamo le persone all’autonomia abitativa ed economica)
Condizioni di chi vive in strada
Tra le persone rilevate all’aperto, quasi la metà si trova in spazi pubblici senza riparo (strade, piazze, aree verdi), mentre circa il 36% occupa spazi urbani riparati (portici, sottopassi). Una quota minore si rifugia in stazioni, auto o tende. Le condizioni di rilevazione sono difficili: spesso le persone dormono o non interagiscono, rendendo complessa la raccolta di informazioni dettagliate.
Distribuzione territoriale
La presenza delle persone senza dimora si concentra soprattutto nei centri storici e nelle aree urbane centrali (oltre il 50%), seguite dalle grandi arterie di traffico. Le periferie e le aree meno accessibili registrano percentuali più basse. Nonostante la rilevazione copra l’intero territorio comunale, il fenomeno risulta quindi fortemente concentrato in zone specifiche.
Conclusioni
Il report evidenzia un fenomeno significativo e complesso, caratterizzato da forte eterogeneità territoriale, prevalenza maschile e straniera, e insufficienza dei posti letto rispetto al fabbisogno. La rilevazione rappresenta una base importante per monitorare la marginalità estrema e orientare le politiche di intervento.
Questi dati vanno integrati con quelli, presenti sul sito della fio.PSD, sulla Strage Invisibile: in riferimento alle persone senza dimora morte nel 2025 nel 34% dei casi i ritrovamenti son avvenuti in strada, parchi e aree pubbliche. In secondo luogo troviamo i decessi avvenuti in baracche e ripari di fortuna (23%), e per annegamento (15%). Infine troviamo tanti decessi anche in Carcere (8%). In riferimento all’età, l’età media dei decessi si è attestata a 46,3 anni, maggiore per gli italiani, pari a 54,5, e minore per gli stranieri, pari a 42. Un dato questo cruciale, se pensiamo che l’età media di morte della popolazione italiana è di 81,9 anni, che rende tutta la drammaticità delle conseguenze della vita in strada.
Sono mancate, da inizio anno, 89 persone senza dimora; l’ultima è mancata il 30 marzo aveva 50 anni ma nessun nome.
