Via dalla Strada- Ronda della Carità

  • Come funziona il contatto per strada?

    Il progetto “Via dalla Strada” vuole essere un nuovo strumento per cercare di dare risposte concrete e personalizzate ai bisogni che in questi tempi, complice l’ondata pandemica, sono sicuramente aumentati.

    All’interno del progetto noi di Ronda Carità e Solidarietà Milano operiamo con la nostra unità mobile serale, incontrando le persone senza dimora direttamente sulla strada.

    Ma come funziona nel concreto? I nostri volontari raggiungono, con la nostra unità mobile, le persone, portando beni di prima necessità, quali coperte e cibo, con l’intenzione di instaurare con queste relazioni significative attraverso la conoscenza reciproca. Attraverso questi “momenti di relazione” si raccolgono le richieste portate dalle persone che incontriamo, che saranno oggetto di valutazioni individuali nei successivi colloqui con l’educatore.

    Negli incontri in strada, l’educatore ha il compito di orientare le persone, indirizzandole alle risorse del territorio e di individuare i soggetti che dimostrano manifesta volontà di cambiare la propria situazione. A queste ultime viene proposto un accesso allo sportello socio-educativo Punto Ronda. È in questa sede che, con il prezioso lavoro dell’assistente sociale, si possono approfondire le singole situazioni, progettando interventi migliorativi di “riavvicinamento sociale”, che spesso, a seguito della proposta da parte dell’equipe educativa di Ronda e di valutazione positiva da parte delle equipe di Cena dell’Amicizia e di Effatà, consentono l’inserimento nei servizi di centro diurno e di accoglienza residenziale proposti dalla rete.

    Un esempio: la storia di Marco

    È in occasione di una delle nostre uscite serali che abbiamo conosciuto Marco (nome di fantasia). Dai primi colloqui coi volontari è emerso che per lui, giovane uomo italiano, la strada era una situazione nuova. Nei successivi colloqui, mentre la relazione si consolidava, Marco raccontava di essersi trovato a non poter più dormire nella pensione in cui soggiornava, in quanto la stessa era stata chiusa dopo il primo DPCM.  Non avendo una rete familiare di supporto e non essendo più in grado di portare avanti il lavoro precario di vendita porta a porta che gli garantiva il minimo di sussistenza, si era trovato in poco tempo senza soluzioni abitative.

    Certo, come ci ha raccontato, non era nuovo a momenti di precarietà, ma prima del COVID era sempre riuscito a mantenere un equilibrio che ora, invece, si era spezzato. Dormire in strada rendeva sempre più lontano in lui il pensiero di “rimettersi in piedi”.

    Dopo i primi colloqui con l’educatore Marco ha mostrato, coi fatti, di volere realmente uscire dalla situazione in cui si era ritrovato! E i risultati hanno iniziato presto a vedersi. Ha ottenuto una nuova residenza (la vecchia l’aveva persa per strada, ma non sapeva bene dove…), ha avuto nuovamente un documento d’identità, una nuova tessera sanitaria, finalmente un medico di base a cui rivolgersi e ha presentato domanda per il reddito di emergenza… Con il supporto dei volontari, dell’educatore e dell’assistente sociale anche l’accettare un posto in dormitorio è stato per lui un passo difficile, ma importante.

    Ora Marco, grazie anche al sostegno del servizio sociale, di cui ha potuto usufruire in quanto nuovamente e pienamente “cittadino”, vive in un appartamento che condivide con altre persone, durante il giorno frequenta abitualmente il centro diurno di Ronda, dove sta imparando a usare il computer e ad acquisire nuove competenze, riattivandone altre temporaneamente sopite.

    Marco è consapevole che non sarà un percorso semplice, ma ora vede realmente la possibilità di uscire dalla situazione di emarginazione in cui era caduto. Sa anche che ha una rete di supporto e dunque non sarà solo durante questo cammino.

    Come Marco, anche altre persone conosciute per strada in questo momento sono accolte, dopo i colloqui valutativi dello sportello socio pedagogico e il parere positivo di Cena e Effatà, nei relativi servizi di accoglienza notturna.

    Ognuna di esse con la sua storia e il suo progetto. Persone che intravedono nuove possibilità!

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