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    Siamo al nr 62: “Cena è più di una associazione di volontariato, è una associazione di volontari”

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    Eccovi l’editoriale per invogliarvi a contattarci! “Quando si ha una cosa, questa può esserti portata via. Ma quando si dà una cosa, questa è data.
    Nessun ladro può prendertela. Se l’hai data tu, allora è tua per sempre. Sarà sempre tua. Ecco, questo è ‘dare’”. (James Joyce)
    La riforma del Terzo Settore ha portato con sé un piccolo tributo alla burocrazia: la dicitura “Cena dell’Amicizia Onlus” non esiste più e al suo posto c’è l’acronimo OdV, ossia Organizzazione di Volontariato. Niente di nuovo, il volontariato è tatua- to sulla pelle della Cena come un mantra tra le labbra di chi medita. Ma “Cena dell’Amicizia” è ben più di un’Associazione di “volontariato”. È da sempre un’Associazione di “volontari”. Sono le mani del suo simbolo che si stringono, si posano su una spalla, oppure semplicemente cucinano, imbiancano, portano la spesa. Sono mani operose, che non si mettono in posa per “ok”, “applausi” o “pollice su”; sono mani poco social e molto sociali. Perché come diceva Primo Mazzolari: “Troppi hanno ancora le mani pulite perché non hanno fatto mai niente”. Il volontario, per parafrasare San Paolo, è paziente e benevolo, non si vanta, sopporta ogni cosa e spera nel futuro delle persone (I Corinzi 13:4).
    Il volontario del resto non si fa nel “tempo libero”, perché non si può dare un ordine di priorità a ciò che davvero deside- riamo fare: il nostro tempo è paradossalmente “libero” proprio nella misura in cui è occupato e reso unico da quello che abbiamo scelto. Il primo sostegno a “Cena dell’Amicizia” – come ribadiamo a pagina 8 – è dunque essere un volontario: per me che lo sono da più di 40 anni è un privilegio, perché è al tempo stesso espressione della mia libertà e di un “im- pegno”. A volte mi do letteralmente in pegno, mi consegno a un momento in cui appartengo agli altri e che – come scrive Joyce – nessuno potrà mai portarmi via.
    Volete essere volontari insieme a noi? O, se siete “impegnati” in altre cose altrettanto importanti, sostenete la nostra “vo- lontà”: non di potenza, ma di accoglienza. Grazie!

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