Per Storie di Volontari Vi presentiamo Sonia

  • Con Storie di Volontari vogliamo raccontarvi chi sono i nostri volontari

    Iniziamo la rubrica di Cena “Storie di Volontari” con Sonia, una nuova amica del Centro Diurno. Sonia ha iniziato a svolgere una attività di volontariato con Cena dell’Amicizia a inizio anno seguendo il nostro laboratorio di ortoterapia.

    Abbiamo fatto due chiacchiere con lei a distanza di qualche mese dal suo inizio così da farvela conoscere. Buona lettura!

    Come mai volevi fare volontariato?

    Faccio volontariato fin dai tempi dell’università e ho cercato di portarlo avanti anche quando sono nati i miei figli perché mi piace stare con gli altri e rendermi utile. Fare volontariato mi fa stare bene perché non sempre la vita quotidiana ti da la sensazione di essere utile agli altri, alla società.

    Casa Sonia, come hai conosciuto Cena dell’Amicizia?

    Un giorno mi sono messa al pc e ho iniziato a cercare le offerte di volontariato a Milano ma molte associazioni avevano chiuso la ricerca di volontari a causa del Covid. Poi ho trovato voi che invece avevate riaperto la ricerca di nuovi volontari e vi ho contattato anche perché siete vicino a dove abito e mi piaceva anche l’idea di fare volontariato in una associazione piccola, che presenta un’aria “familiare”

    Cosa ti piace di Cena dell’Amicizia?

    Penso che Cena sia una associazione particolare perché è molto accogliente e ti fa sentire subito a casa. Pensavo che sarebbe stato difficile la fase di inserimento non conoscendo nessuno invece sono stata coinvolta come se fossi una volontaria storica, sia dagli Ospiti che dall’educatrice. Inoltre pur essendo una associazione molto ben organizzata ci si può reinventare perché viene dato spazio al volontario di proporre idee e di condividere le proprie capacità o passioni. Ho iniziato con il laboratorio di orto terapia perché il rapporto con la terra mi piace ma oggi vengo anche altri giorni per poter aiutare anche in altri modi. Ad esempio piace tantissimo stare in cucina come “aiuto-chef” del grande Mario o preparare le torte e quant’altro insieme anche a Giuseppe e a chi si vuole unire a noi.

    Pur partecipando ad attività manuali in Cena si fa un volontariato di relazione

    Si anche questo aspetto mi piace molto perché mentre “fai” intessi relazioni umane forti e una diversa dall’altra. E’ un “fare” stando insieme. Proprio come qualsiasi relazione di amicizia ci è voluto del tempo per prendere confidenza e approfondire il rapporto e ci sono naturalmente persone con cui ho maggiore affinità ma è giusto che sia così.

    E la tua famiglia?

    I miei figli dicono che faccio il lavoro più bello del mondo! Racconto molto ai miei figli di cosa faccio in Cena dell’Amicizia e cerco di coinvolgerli per poterli sensibilizzare sia sul fatto che siamo una famiglia fortunata perché non ci manca nulla sia sul fatto che la vita a volte è molto difficile ma serve il coraggio di imboccarsi le maniche e darsi da fare per risolvere le sfide che si incontrano. Si sentono anche loro partecipi, ad esempio mi propongono di preparare insieme un dolce da portare per il pranzo o mi ricordano che abbiamo delle stoffe che Keita può trasformare in bellissime borse o camicie e per me è bellissimo che vogliano partecipare.

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