La Vacanza dell’Amicizia edizione 2020

  • Come sempre la nostra Presidente Carluccia è pronta a raccontarci la sua partecipazione alla Vacanza dell’Amicizia, ecco le sue parole.

    Nell’anno del coronavirus noi siamo rimasti fedeli alla Val Seriana, di tutta l’Italia il luogo più duramente colpito; e anche se la nostra abituale sede di Clusone non era disponibile per cantieri in corso, abbiamo trovato una bellissima alternativa a Valbondione, in una casa vacanze tutta per noi e per di più nel periodo centrale di agosto, quello in cui a Milano faceva più caldo.

    Il gruppo quest’anno era ridotto all’osso, meno ospiti e meno volontari, per evitare i famigerati assembramenti, ma eravamo comunque ben assortiti, con 3 bambini, un paio di adolescenti (ci metto anche Ludo che ha 19 anni? Decisamente sì!) e tra 15 e 20 adulti dai 30 anni ai miei 67, compiuti e festeggiatissimi proprio durante la vacanza.

    Quando sono arrivata, la domenica dopo ferragosto, era tutto un fiorire di racconti su quello che avevano fatto la prima settimana: le gite con Paolo, il laboratorio del casoncello, la grigliata di ferragosto sul grande terrazzo, il fiume e, perché no, anche il parco giochi per i più piccoli! Il paese è davvero piccolo e un po’ temevo che non offrisse altro che un po’ di aria fresca ai nostri ospiti, ma è stato subito chiaro che la vacanza stava andando bene.

    Per me però, che sono inguaribilmente innamorata della montagna, il fatto di essere a 900 mt. di altezza con i sentieri appena fuori dalla porta di casa voleva dire cercare subito di capire dove si poteva andare, con tutti o anche con pochi; quattro chiacchiere con Fiorenzo, il nostro gentile padrone di casa, mi hanno fatto scegliere per il primo pomeriggio di risalire il Serio per un tratto e raggiungere poi la cascata del torrente Coca: una meraviglia a poca distanza, e con anche la soddisfazione di guadare il torrente da un sasso all’altro e i bambini che, raggiunta la base della cascata, avrebbero voluto fare il bagno nella bellissima pozza in cui finiva con mille spruzzi.

    La mia amica Isaura, che mi ha accompagnata come volontaria visto che già conosce bene i bambini nostri ospiti e la loro mamma, era più entusiasta di me.

    Anche la difficoltà di non avere, la seconda settimana di vacanza, nessun volontario in grado di guidare il nostro pulmino è stata superata: “Se volete vi porto io” ci ha detto Fiorenzo; e così in una bellissima giornata di sole siamo saliti a Lizzola, un bel paese con antiche case di pietra, e da lì, con chi se la sentiva, abbiamo raggiunto un meraviglioso pianoro in quota, con il fiume che lo percorre piano e con la vecchia miniera di ferro; solo pochi arditi sono saliti fino al Passo della Manina e hanno potuto godere del meraviglioso panorama delle Alpi Orobie, con la Presolana in primo piano.

    Questo è un racconto con i miei punti salienti, ma sono sicura che altri vi racconterebbero tante altre cose: la divertente serata in cui abbiamo ballato come matte, sì, al femminile, tra gli uomini solo Claudio ha davvero partecipato, gli altri si sono goduti la musica sparata dal cellulare di Gianluca collegato con il magico amplificatore di Keita; la cena a lume di candela organizzata sul terrazzo per il mio compleanno; il riso orientale cucinato da Monica; le meravigliose torte fredde di Gianluca; le sfide a burraco; le partite dell’Inter viste sul tablet di Robertino, con gioie e dolori; il mercato davanti a casa e per tutto il paese, dove quasi tutti abbiamo comprato qualcosa; la lettura del giornale con le notizie del colpo di stato in Mali, il paese di origine di Keita; la cena finale in pizzeria… e poi anche tante chiacchiere in allegria, qualche ragionamento sui temi profondi dell’amore e del futuro e tanto relax: una vacanza vera.

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