Ettore, una storia in divenire

  • Alcolismo non è solo una parola che descrive un’abitudine o un problema legato al bere eccessivo, ma un termine che parla di una vera e propria malattia. E si tratta di una malattia molto complessa per giunta, come la storia del nostro ospite Ettore ben illustra.

    Ettore è un cinquantenne con alle spalle esperienze di vita “normali”, un lavoro, un matrimonio, dei figli. Ma anche un uomo che soffre di questo problema di dipendenza dall’alcol fin da giovane, senza aver mai trovato il coraggio di affrontare il suo lato oscuro, di guardare negli occhi le sue paure, divenendone, così, schiavo. Con il tempo Ettore perde gli affetti, i lavori, gli amici, senza mai trovare veramente stesso.
    Ma proprio questa perdita totale di tutto diventa la spinta per lasciarsi condurre verso una soluzione.
     
    Si affida quindi ai medici e così trascorre parecchi mesi in cura  presso un servizio specialistico sulla dipendenza da alcool e ha un lungo ricovero in una clinica specializzata riuscendo a entrare in astinenza e con la lucidità  e l’equilibrio ritrovato ricominciare una lenta ricostruzione.
     
    Successivamente si affida a noi di Cena per poter dare forma a questa ricostruzione, lenta, faticosa ma necessaria e insieme ce l’abbiamo fatta: prima ritrova la fiducia in se stesso, poi l’affetto dei suoi figli e addirittura quello della sua ex moglie. Infine ritrova anche un lavoro.
     
    Ma proprio ora, con una nuova seconda vita, riemergono i fantasmi. Ettore si sente sicuro di sé, ha i soldi per fare regali ai figli e per ripresentarsi a loro con una nuova immagine. Sente però che non ha ancora trovato il suo posto, che non ha ancora capito come deve fare per sentirsi accettato e piano piano si dimentica il valore che hanno avuto per lui l’affidarsi agli altri e l’ascoltare il suo cuore e le sue paure, e di nuovo si chiude in se stesso. Le tensioni emotive e le fatiche del lavoro, in cui si è ributtato a capofitto, aumentano e si accumulano spingendolo a trovare sollievo nell’unica cosa che ha imparato ad usare in questi momenti: l’alcool. E con l’alcol tornano inevitabilmente le bugie, i sotterfugi, la solitudine.
     
    Alcolismo significa questo: un nemico infido e sottile che non si può sconfiggere se non accettando le proprie fragilità, le proprie paure, i propri demoni. E imparare a combattere legandosi agli altri, dentro relazioni significative che ci “mettono a nudo”, senza alibi e bugie. Perché la vita è questo. E oggi Ettore deve decidere chi vuole essere e quale vita vuole.

Dona ora

© 2015-2021 Cena dell’Amicizia Onlus – (ODV) tutti i diritti riservati – C.F. 97056950153 – Anyway Comunicazione